Cosa vedere a Breslavia

Breslavia è una città sorprendente e la sua posizione sul fiume le dona un’aria romantica. La città custodisce grandi capolavori dell’arte e dell’architettura ed è disseminata di splendidi scorci su chiese e palazzi antichi che vi regaleranno tante foto. Attraverso le mie foto, vorrei farvi vedere le attrazioni principali di questa città polacca, dal passato glorioso e turbolento, governata per molto tempo dai tedeschi, ma anche da austriaci e boemi.

Dopo la seconda guerra mondiale, è tornata ad essere parte della Polonia ed è oggi una delle sue gemme più splendenti. Dal romanico al liberty, dagli amanti delle passeggiate romantiche a quelli della vita notturna o del cibo, qui a Breslavia (Wrocław in polacco) ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche!

Ma ecco le cose, a mio parere, assolutamente da non perdere.

Piazza del Mercato

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La principale piazza di Breslavia è sicuramente il suo cuore pulsante, luogo imprescindibile e punto di partenza quasi obbligato per chi si appresta a scoprire le bellezze di questa città. Diventerà il vostro punto di riferimento nell’orientarvi all’interno del centro storico e ogni volta che vi ritornerete, noterete un particolare nuovo, un dettaglio di una facciata che vi era sfuggito, un accostamento di colori strabiliante, uno gnometto intento in qualche bizzarra attività, un nuovo scorcio o un elemento inatteso a decorare lo splendido Municipio gotico.

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Il Vecchio Municipio

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Costruito tra il Duecento ed il Cinquecento, sfoggia un gotico fiorito di mille fregi e rilevi, con elementi rinascimentali come la guglia, gli orologi e le finestre crociate. L’alto frontone a capanna è ornato da archetti, trafori e pinnacoli, mentre, per tutta la superficie, corrono dei cordoni con fregi che mostrano animali, bestie fantastiche, uomini a cavallo, duellanti e tralci vegetali a creare un’intricata decorazione che merita tutta la nostra attenzione.DSC02480

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Nel cordone che corre sotto il tetto notiamo un duello a cavallo con le lance, una lotta tra spadaccini e persino due oche, anche loro intente ad azzuffarsi

Ma più di ogni cosa, spiccano, sulle varie facciate, i grandiosi bovindi (sorta di finestre che sporgono dalla superficie, simili a balconcini) con le loro statue e i fittissimi ma fini decori in stile gotico nella sua massima fioritura.

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Bovindo sulla facciata laterale
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Bovindo ripreso di fronte

 

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Entrambi i bovindi dell’ornatissima facciata laterale

Nei sotterranei del Municipio c’è persino l’osteria più antica d’Europa dove, tra gli altri, hanno mangiato Goethe e Chopin.

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Gli gnomi

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Una caratteristica che rende unica Breslavia, che appassionerà anche i bambini, sono i suoi gnomi. Questi esserini sono ovunque nella città vecchia e anche sull’isola della cattedrale. Ognuno è diverso dall’altro e fa qualcosa di diverso: c’è chi mangia il gelato, chi ritira al bancomat, chi va in giro in motocicletta e chi si diverte a spruzzare acqua ai passanti. Gli gnometti sono un’iniziativa turistica che ha creato un vero e proprio itinerario “sotterraneo”, o meglio a livello del terreno, all’interno del più classico percorso di scoperta delle bellezze architettoniche della città. Esiste una mappa per localizzare tutti gli gnomi che sono quasi 200 e la loro popolazione è sempre in crescita. Ma la storia degli gnomi ha origini meno frivole, poiché, negli anni ottanta, qui a Breslavia, il movimento di protesta al regime comunista, chiamato Alternativa Arancione, si inventò gli gnomi come segno di protesta pacifica; era un po’ un modo per prendersi beffe del governo autoritario e manifestare il proprio dissenso, cosa all’epoca assai pericolosa.

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Piazza del sale

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Vicinissima alla piazza del mercato, sorge Plac Solny ovvero la piazza del sale. Oggi qui non si commercia più il sale ma le bancarelle vendono fiori fino a tarda notte. Sorta nel medioevo, oggi, la piazza quadrata è cinta da begli edifici (più qualche bruttura moderna ahinoi), che abbracciano stili variegati, dal barocco al neoclassico.

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Il portale di Ołbin

La trecentesca chiesa di Santa Maria Maddalena è di un gotico baltico piuttosto severo, ravvivato dalle ampie finestre, dalla bicromia del tetto e da successive aggiunte rinascimentali. Ma, sul lato meridionale, conserva un capolavoro non gotico ma bensì romanico, uno dei più alti esempi del romanico polacco. Il prezioso portale risale alla fine del XII secolo e proviene dal monastero di Ołbin, distrutto nel Cinquecento di cui si è salvato solo questo pezzo, murato poi sul lato della chiesa gotica.

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Pur trovandosi in una posizione defilata, lo splendido portale strombato è il vero protagonista, coi magnifici tralci che corrono sugli archi e gli elaborati decori di colonne e capitelli che nascondono creature e personaggi misteriosi e uno degli archi è persino istoriato con degli episodi della vita di Cristo. Per la sua antica bellezza e la sua storia travagliata questo portale ci appare fiero e discreto, come un eroe d’altri tempi.

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Arco istoriato: sulla destra di riconosce l’episodio della lavanda dei piedi

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Inoltre, è possibile salire sul ponticello delle streghe (o delle penitenti) che unisce le due torri della chiesa, per osservare la piazza del Mercato dall’alto.

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Vista dal ponticello delle streghe

Il ponticello è legato ad una leggenda secondo la quale, le anime tormentate delle ragazze che non avevano voluto prendere marito, di notte, facevano avanti e indietro sul ponte senza trovare pace. Questa leggenda era usata dalle madri, disperate, per convincere le figlie a maritarsi, in un tempo ed in una società decisamente patriarcali.

Università di Breslavia con l’Aula Leopoldina

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L’imponente complesso sorge nella prima metà del Settecento per volere di Leopoldo I d’Asburgo. A quei tempi, Breslavia era infatti una delle città più ricche dell’Impero Asburgico.

Il lato che si affaccia sull’Odra, il più lineare, di sera, regala magia e spettacolo, con l’illuminazione che segue le linee della costruzione e si riflette nelle placide acque del fiume.

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L’altro lato, dal volume più aggettante, dal canto suo, ci accoglie col bellissimo portale blu, ornato d’oro, con l’aquila a due teste, stemma dell’Impero Asburgico che fu.DSC02569

Il portale è sormontato da un teatrale balcone dalle linee curve e spezzate, al quale si affacciano quattro figure femminili (le Quattro Stagioni) e quattro putti (le virtù cardinali).DSC02573

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Gli interni del complesso sono fastosi e festosi, a cominciare dallo scalone monumentale e dall’Oratorium Marianum, colorati, affrescati, creati per deliziare gli occhi.

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L’Oratorium Marianum
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Lo scalone monumentale

Eppure sono questi solo degli antipasti che ci preparano al lauto banchetto barocco che si svela ai nostri occhi una volta entrati nell’Aula Leopoldina.

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L’Aula è un capolavoro assoluto del barocco ed è uno spettacolare esempio dell’uso della quadratura, un tipo di pittura illusionistica che integra l’architettura reale con quella dipinta, ingannando l’occhio dello spettatore (sempre perché il barocco è una teatrale messa in scena) e dilatando, apparentemente, gli spazi. Di fatti, la volta, cinta da un colonnato dipinto, è un cielo azzurro affollato di personaggi allegorici.

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Principale ideatore e realizzatore fu l’austriaco Christoph Tausch (allievo dell’italiano Andrea Pozzo). L’interno è un susseguirsi di stucchi, affreschi e statue raffiguranti le arti e le scienze, ma anche virtù come la conoscenza e l’operosità, mentre Discordia dai capelli arruffati e Ignoranza con le orecchie d’asino vengono scacciati malamente.DSC02534

Nell’Aula, ancora oggi, si tiene l’apertura dell’anno accademico dell’Università, mentre l’eccellente acustica la rende anche perfetta ad ospitare concerti.

Infine si può salire sulla terrazza dell’Università, anch’essa ornata di statue, per godere del panorama.

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Uscendo dal complesso incontriamo niente di meno che il rettore dell’Università che non poteva essere altro se non….DSC02585

uno gnomo!!!

Chiesa dei Gesuiti

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Se l’Aula Leopoldina vi è piaciuta, proprio accanto all’Università potrete ammirare questa chiesa il cui nome completo è Chiesa del Santo Nome di Gesù. Se l’esterno non suscita troppo entusiasmo, l’interno merita una visita per avere un’altra idea della quadratura, con i colorati affreschi che si fanno prosecuzione virtuale degli elementi architettonici reali. Anche qui, l’illusione scenica è opera di Christoph Tausch.

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Most Tumski – il Ponte della CattedraleDSC03213

Il ponte d’acciaio verde acqua collega Ostrów Tumski, l’Isola della Cattedrale a Wyspa Piasek, l’isola di Sabbia (a sua volta collegata al centro storico).

Costruito nel 1889, sembra forse più moderno di quello che è, ma, allo stesso tempo, è in perfetta armonia con l’architettura di Ostrów Tumski, alla quale ci introduce quasi incorniciandola.DSC02981

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Ostrów Tumski – l’Isola della Cattedrale

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Non lo abbiamo ancora detto ma Breslavia, in parte, si sviluppa su isolotti sul fiume Odra. Anche l’aerea dove sorge la Cattedrale era un’isola un tempo e così viene ancora chiamata, anche se oggi fa parte della terraferma.

L’Isola della Cattedrale è soprannominata anche il piccolo Vaticano, per la caratteristica di ospitare unicamente chiese, dimore di religiosi e altri edifici sempre legati al potere ecclesiastico come il palazzo arcivescovile.

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Qui non ci sono bar, ristoranti o negozietti ma solo suore e preti che camminano per le strade (oltre ai molti turisti). Ostrów Tumski è bella vista dal fiume, dal ponte ed è bella quando si cammina per le sue vie acciottolate, affascinati dalla tranquillità e dalla commistione armoniosa di gotico, rinascimento, barocco, giardini, viali alberati, guglie, cupole e mattoncini rossi.

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Collegiata di Santa Croce e monumento a Giovanni Nepomuceno.

Arrivando su Ostrów Tumski dal ponte, prima di raggiungere la cattedrale che già si erge davanti ai nostri occhi come un faro, ci ritroviamo nella graziosa piazza Kościelny.

Nella piazza, la duecentesca Collegiata di Santa Croce fa da gotico sfondo al barocco monumento a San Giovanni Nepomuceno, altra opera di Tausch. La statua del santo è sospesa su alcune nuvole dalle quale fanno capolino paffuti angioletti, e tutta la composizione dà la sensazione di essere fatta di soffici nuvole barocche.DSC02998

La chiesa conserva un fine portale di pietra che spicca sulla superficie in mattoni, così come i curiosi gargoyle agli angoli e in cima ai pilastri.DSC03013

La Cattedrale

La sua costruzione in stile gotico baltico inizia nel 1244 e si completa solo nel Quattrocento. Modifiche di epoca rinascimentale e barocca sono ravvisabili sulle facciate laterali e sull’abside dove si trovano le due cappelle maggiori, due capolavori barocchi da non perdere.

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La facciata laterale
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L’abside con le cappelle barocche

La Cappella di Santa Elisabetta è opera dell’italiano Giacomo Scianzi mentre la Cappella degli Elettori è dell’austriaco Von Erlach, architetto di corte degli Asburgo che progettò anche la famosa Chiesa di San Carlo Borromeo a Vienna.

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La cupola della Cappella di Santa Elisabetta
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La cupola della Cappella degli Elettori, dalla particolare forma ellittica

Ma ciò che mi ha più colpito della cattedrale è il suo magnifico portale porticato, con le meravigliose statue, le colonne avvolte da rampicanti di pietra fioriti, gli splendidi dettagli dei decori.

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L’arco del portico antistante il portale con la ghimberga piramidale a sovrastarlo

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La slanciata ghimberga coi suoi pinnacoli preannuncia la conquista del cielo intrapresa dalle due altissime torri della facciata, alleggerite dalle belle finestre gotiche e abitate anch’esse dagli spaventosi e talvolta buffi gargoyle.

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E anche il visitatore può andare alla conquista del cielo (in comoda ascensore) salendo sulla torre per godere di una stupenda vista su Ostrów Tumski e sul resto della città.

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Dalla torre si può fare conoscenza con un simpatico doccione dalle sembianze di un drago.DSC03128

Stare Jatki

Una caratteristica viuzza, che ha conservato il suo aspetto medievale, è stata fin dall’ XI secolo la via dei macellai, mentre oggi ospita negozi e laboratori artistici. Le travi in legno e le dimensioni ridotte di questa stretta via le donano un’aria raccolta e familiare, mentre le statue degli animali da stalla, messe più o meno dove ci doveva essere un’aia, ci fanno capire che, all’epoca, il passaggio dalla stalla alla tavola era davvero breve!DSC02811

Hala Targowa – il Mercato Coperto

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Consiglio vivamente un giro nel mercato coperto di Breslavia, di stile art nouveau e pieno di prelibatezze a buon mercato come frutta e verdura di stagione ma soprattutto di ottimi salumi polacchi come la kaszanka, il pasztet infornato e tante varietà di kiełbasa (salsiccia), ma anche dolci tipici come i Pączki (simili ai bomboloni) ripieni di marmellata alle rose e i makowce ai semi di papavero.

Infine, mi auguro che, lasciando Breslavia, vi sentirete come me, con la pancia piena di buon cibo e gli occhi pieni di bellezza.

 

 

 

 

 

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