10 ponti da non perdere

Da sempre specchio, allo stesso tempo, del progresso ingegneristico e della sensibilità artistica dei popoli, ci sono dei ponti che emanano un fascino particolare e sono dei veri e propri simboli. Eccone 10 che ho avuto la fortuna di vedere.

Ponte Romano di Cordoba

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Costruito dagli antichi romani nel I secolo a.c, dei 17 archi originali, solo 2 sono sopravvissuti ai nostri giorni, mentre gli altri sono di epoche successive. Ma la sua vista quando si arriva a Cordoba, con i tetti della città vecchia dall’altra parte e la sagoma della Mezquita che troneggia all’orizzonte, il colore chiaro della pietra che al tramonto si tinge di calde sfumature dorate, e gli archi che attraversano l’ampio letto del fiume regalano emozioni uniche. Inoltre l’area attigua al ponte sul fiume ospita isolotti che sono oggi riserva naturale per la grande varietà di uccelli che qui nidifica. Dal ponte sarà facile avvistare cormorani e altri uccelli e anche antichi mulini sul fiume.

Ponte di Castelvecchio a Verona

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Sull’Adige si alza, dapprima timidamente, un ponte dai caldi toni del laterizio rossiccio. La prima arcata è breve, la seconda si allunga un po’ di più e la terza ha una lunghezza persino ardita per il Trecento (48,69 metri). Gli archi appaiono eleganti e slanciati grazie alle ghiere (i bordi più esterni degli archi) fatte di marmi più chiari, rossi, bianchi e rosati. I merli a coda di rondine, che lo cingono e fortificano, anticipano e si fondono alla rocca di Castelvecchio tramutando il timido ponte in solida fortezza.

Detto anche Ponte Scaligero, fu fatto saltare dai tedeschi e ricostruito nell’immediato dopoguerra, con dovizia di particolari nell’aspetto e nei materiali usati, molti dei quali sono della costruzione originale.

Ponte Carlo a Praga

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Due torri gotiche sono le porte d’accesso a questo magnifico ponte di pietra scura che, dal Trecento, collega la città vecchia all’incantevole quartiere di Mala Strana, sull’altra sponda della Moldava. Per arrivarci, il cammino (solo pedonale) non potrebbe essere più bello, circondati dalle settecentesche statue barocche dei santi cari alla città, e con la magnifica vista sulle rive del fiume, tutte un fiorire di torri, guglie, cupole e tetti spioventi.

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Anche questo ponte prende il nome dal regnante del tempo, Carlo IV re di Boemia divenuto poi Imperatore del Sacro Romano Impero in un periodo di grande splendore per Praga, quando sorsero anche la Cattedrale e il Castello che, come il ponte, sono opera dell’architetto Petr Parler. Una leggenda dice che alla malta furono aggiunti tuorli d’uovo, per rendere la costruzione più resistente. Sarà anche una leggenda ma il ponte, da quasi sette secoli, sfida il tempo e la corrente del fiume con successo.

Ponte delle catene a Budapest

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Sorvegliato da regali leoni di pietra, con le due massicce ma eleganti torri e le semplici ma accattivanti linee curve della struttura in ferro, collega Buda a Pest, a lungo separate dal Danubio. Il Palazzo Gresham e La Basilica di Santo Stefano, sul lato di Pest, allineati al ponte, sembrano la sua splendida prosecuzione sulla terra ferma.

 

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Quando fu completato, nel 1849, divenne uno dei simboli del progresso e della grandezza del popolo ungherese.

Ponte Vecchio a Firenze

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Nel punto in cui l’Arno si stringe di più, nella sua dolce traversata di Firenze, troviamo Ponte Vecchio, sospeso sul fiume come un vecchio treno immobile e dal fascino impalpabile. Al suo centro, le terrazze panoramiche, grazie all’apertura di tre archi, lasciano che lo sguardo spazi sul lungarno che al tramonto si trasforma in pura poesia sussurrata all’orecchio.

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Ma Ponte vecchio è disordine sull’ordine, ed è il simbolo di un popolo vivace e pieno di inventiva e immaginazione. Costruito nel Trecento dopo che il ponte precedente era stato spazzato via dalla piena dell’Arno, su tre archi ribassati; venne inizialmente occupato dai beccai (macellai), ai quali fu imposto di trasferire le loro botteghe qui in modo che gli scarti delle carcasse venissero portati via dal fiume e non restassero a marcire per le strade della città. I macellai aggiunsero poi i retrobottega, letteralmente sospesi sul fiume e sorretti da paletti di legno che ancora oggi vediamo, uno diverso dall’altro, curiosi e insoliti. Successivamente, con la costruzione del Corridoio Vasariano, che passa sul ponte, collegando Palazzo Vecchio  a Palazzo Pitti, i Medici decisero che passare sulle maleodoranti botteghe dei beccai non si addiceva ad un nobile camminamento e perciò fecero trasferire sul ponte le botteghe di orafi e gioiellieri. Ai macellai, due volte scacciati, dobbiamo invece dire grazie per quei retrobottega colorati e sfrontati che sfidano la gravità e rendono questo ponte un luogo unico.

Ponte di Rialto a Venezia

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Se su Canal Grande, una costellazione di palazzi nobiliari si affaccia, facendo sfoggio di bellezza ed eleganza come ad una festa mondana, il Ponte di Rialto fa la parte del padrone di casa, col suo indiscutibile fascino in bella mostra al centro del Canale, candido e possente.

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Con la sua arcata unica, scelta perché più adatta al passaggio di imbarcazioni più grandi, l’opera cinquecentesca di Antonio da Ponte (preferita persino al progetto di Palladio), oltre che elegante ed armoniosa, si è rivelata anche estremamente solida e resistente nel tempo.

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A strapiombo sulla gola El Tajo, attraversata dal fiume Guadalevín, questo straordinario ponte, incastonato fra le rocce , con il fiume che diventa cascata sotto di esso, lascia a bocca aperta. L’assolato paesaggio andaluso che si ammira dalla posizione dominante della splendida città bianca fa il resto.

Il ponte, costruito nel Settecento ha una  stanza in passato usata anche come prigione e camera di tortura di cui notiamo la finestra neoclassica proprio sopra l’arco.

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Triplo ponte a Lubiana

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Il Tromostovje (triplo ponte) fu costruito nell’Ottocento, ma, solo negli anni ’30 del Novecento, gli furono affiancate le due passerelle, nello stesso stile, che oggi formano un tutt’uno col ponte originario. Ciò che ne viene fuori è un gioco di pieni e vuoti davvero particolare, con una selva di balaustre e pinnacoli che fanno da lampioni, e gli alberi che, dal basso, si insinuano nel vuoto fra i tre ponti.

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Il ponte collega il nucleo medievale della piccola capitale slovena con la parte nuova, annunciata dalla caratteristica facciata rosa della barocca Chiesa Francescana.

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Ponte Alessandro III a Parigi

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Preceduto da due altissimi pilastri con in cima grandi statue dorate, e ornati da statue in pietra alla base, il Ponte Alessandro III (così chiamato in onore dell’alleanza con lo zar di Russia) sprigiona tutta la sua magia di sera, quando i 32 candelabri in bronzo si accendono e brillano come fiammelle sulla Senna.

 

Il ponte fu inaugurato nel 1900 per l’esposizione universale di Parigi, nello stile della scuola di belle arti di Parigi (stile Beaux-arts), caratterizzato da un neoclassicismo di fondo, reso esuberante da abbondanti elementi neobarocchi. In fondo, allineata al ponte, splende, dorata, la cupola de Les Invalides.

Ponte Pietra a Verona

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Leggiadro e bellissimo il Ponte Pietra di Verona mostra orgoglioso le numerose cicatrici della sua travagliata storia. Costruito in epoca romana e più volte crollato e rifatto in epoca medievale e veneziana (sempre senza stravolgerne l’aspetto originale); come il Ponte di Castelvecchio, fu fatto saltare dai tedeschi in ritirata, per poi essere frutto di un’opera di ricostruzione certosina e fedele che ha riportato il ponte alla sua primitiva bellezza.

L’arcata che dà accesso alla città con la torre sono di epoca scaligera, mentre le due arcate in mattoni col tondo in mezzo risalgono alla successiva epoca del dominio veneziano. Le due arcate che danno verso la campagna in pietra chiara sono quelle di epoca romana. Tre epoche in perfetta armonia tra di loro, proprio come accade pochi passi più in là, addentrandosi per le vie della città.

Ponte Pietra è un ponte figlio di epoche diverse, ma da sempre amato e rispettato.DSC01111

 

 

 

 

 

 

 

 

5 pensieri riguardo “10 ponti da non perdere”

  1. A parte quello di Lubiana, li ho visti tutti e concordo sulla scelta. Avrei aggiunto il ponte rotto a Roma, vicino all’isola Tiberina. Davvero unico.

    1. Effettivamente ponte rotto mi manca! Un altro ponte che per poco non è finito nella lista è il Ponte del Diavolo a Cividale del Friuli, che si trova in una posizione molto bella!

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