Il barocco romano e l’antichità classica si incontrano…in Austria: La Chiesa di San Carlo Borromeo a Vienna (Karlskirche)

Il barocco ha donato all’architettura superfici ricurve, linee spezzate, spirali, ellissi, torsioni e forte plasticità.

Di grande teatralità e magniloquenza, a volte, l’arte barocca è stata travolta da un tentativo smodato di apparire che finisce per risultare esagerato e pesante, come una donna troppo truccata.

In altri casi, il barocco ci ha regalato capolavori sensazionali come la settecentesca Karlskirche (Chiesa di San Carlo) a Vienna. Il suo architetto, l’austriaco Johann Bernhard Fischer von Erlach, assimila armoniosamente elementi dell’architettura classica all’interno della dimensione barocca, dando vita ad un barocco “eclettico”e “leggero”. Per questa sua capacità, Von Erlach fu amato dagli Asburgo che fecero di lui architetto di corte affidandogli la costruzione di questo grandioso monumento che doveva celebrare la vittoria di Vienna contro uno dei suoi più terribili nemici: la peste.

Ricordo di essere arrivato a Karlsplatz in metropolitana e, appena terminate le scale, e riemerso in superficie, l’ho vista stagliarsi contro il cielo terso, bellissima e splendente sotto la luce lunga e calda del tardo pomeriggio.

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La facciata bianca sembrava quasi emanare luce propria, piena di riflessi dorati e con la cupola e i cupolini di un chiaro verde acqua. Di fronte alla chiesa, aiuole fiorite ed uno specchio d’acqua nel quale la chiesa può rimirare la sua eterea bellezza.

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La Chiesa riflessa nello specchio d’acqua sulla piazza

Architettonicamente, la facciata riprende lo schema compositivo della chiesa romana di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona, ideata dal Borromini. La facciata, dal lieve movimento ondulato, con torri laterali e cupola al centro, è reinterpretata dall’austriaco nel suo personale stile. D’altronde, la formazione di Von Erlach passa per Roma dove l’artista trascorse molto tempo.

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Sant’Agnese in Agone in piazza Navona a Roma

Ma non fu solo il barocco romano ad avere grande influenza sulla personalità artistica di Von Erlach. Anche la classicità romana rivive nell’architettura della Chiesa di San Carlo. Basta vedere il porticato d’ingresso dalle forme classiche dei templi greci e romani, che ricorda molto il Pantheon;

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Il portico classicheggiante

e le due colonne ai lati che rievocano la Colonna Traiana, con i bassorilievi che corrono per tutta la superficie, rappresentando la vita di San Carlo. In cima aquile dorate dalle immense ali.

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Una delle due colonne ispirate alla Colonna Traiana e alla destra la torretta in stile barocco mitteleuropeo

Ai lati delle colonne, le due torrette più basse sono più puramente barocche, con un sapore più propriamente mitteleuropeo e meno romano. Scenografiche statue ornano la balaustra della terrazza e la cupola ellittica (forma già vista nella splendida Cappella degli elettori di Breslavia sempre ad opera di Von Erlach).

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Ma Von Erlach fonde con sapienza e maestria le sinuose curve barocche con la linearità classica, regalandoci un capolavoro assoluto, che è ritratto di quell’Impero Asburgico che voleva celebrare la sua grandiosità ma lo voleva fare con gusto ed eleganza, echeggiando i fasti dell’Impero romano e rivaleggiando con Roma stessa nella ricerca di un barocco sublimato nella perfezione classica.

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