Cosa vedere ad Ancona

Un sabato mattina di Dicembre freddo e luminoso, un biglietto del treno ed eccoci ad Ancona! Una città troppo sottovalutata nell’immenso panorama delle città d’arte italiane. Il posto perfetto dove respirare storia, arte e brezza di mare nello stesso momento. Città dai tanti tesori, molti dei quali nascosti nelle strette vie e nelle piazze del centro storico, dominato dal romanico Duomo, re assoluto della scena e per niente nascosto! Partiamo alla scoperta di questo posto.

Il Lazzaretto

SAM_3372

Arrivando in città dalla stazione, il primo punto di interesse che troviamo è il Lazzaretto. Progettato dal Vanvitelli all’inizio del Settecento, è oggi, per questo, detto anche Mole Vanvitelliana. Serviva come deposito merci e come struttura difensiva, ma, soprattutto, come suggerisce il nome, da luogo di quarantena. Per questo motivo, fu costruito su di un isolotto artificiale, in passato, raggiungibile dalla terra ferma solo in barca. In corrispondenza del tempietto neoclassico al centro del cortile c’era un pozzo che garantiva l’acqua alla struttura. Non solo la storia, ma anche le sue favolose geometrie e prospettive rendono questo luogo molto affascinante.

SAM_3927

Porta Pia

SAM_3939

Dal Lazzaretto si vede già Porta Pia, imponente ingresso barocco alla città in bianca pietra d’Istria. Di sicuro, doveva essere più suggestiva quando inglobata alle spesse mura, rappresentava un vero varco d’accesso, ma resta comunque impressa per le dimensioni e per il candore. Da qui seguiamo la banchina Nazario Sauro dalla quale si vede il colle Guasco e il Duomo che dominano la città ed il porto. Curviamo a destra per entrare nel centro e ci troviamo su Piazza della Repubblica dove c’è il Teatro delle Muse, ma ad attirare la mia attenzione è un originalissimo campanile.

Il Campanile della chiesa del Santissimo Sacramento

SAM_4094

Il campanile tortile settecentesco sembra avvilupparsi su se stesso come in perpetuo movimento. L’opera dell’architetto Ciaraffoni è ispirata a Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini, ma a me ricorda anche il minareto di Samarra!

Dalla piazza, andiamo su Largo Sacramento incrociando Corso Stamira, sul corso si affaccia un edificio anonimo ma di lato, su via Cialdini, ci troviamo finalmente davanti a ciò che stavamo cercando.

Il portale dell’ex chiesa di Sant’Agostino

SAM_3970

Lo splendido portale quattrocentesco è opera del dalmata Giorgio da Sebenico, che artisticamente, lo vedremo, ha dato tanto ad Ancona. Il suo stile è gotico ma possiede un sentire già rinascimentale ravvisabile nella foggia delle statue e nei cornicioni.SAM_3979

SAM_3980
Nella lunetta Sant’Agostino rigetta i testi apocrifi
SAM_3981
Nel decoro a fogliame spuntano volti umani ed animali, mentre, più in alto, veri ciuffi d’erba spuntano dalle intercapedini fra le colonnine e le edicole che ospitano le statue

In effetti, Giorgio da Sebenico viene identificato come uno dei fautori del Rinascimento Adriatico, stile artistico proprio del Veneto, delle Marche e della Dalmazia che filtra il rinascimento attraverso la continuità di forme ed elementi gotici. Quando il Vanvitelli ebbe il compito di rifare la chiesa nel Settecento, ebbe cura di salvare il portale, chiudendo solo il rosone che lo sovrasta. Purtroppo, rifacimenti successivi e i danni delle bombe della Seconda Guerra mondiale hanno stravolto la fisionomia della Chiesa che oggi appare come un normale edificio, ma conserva ancora il suo preziosissimo portale.

Ritornando su Piazza della Repubblica, scorgiamo una via stretta che lascia intravedere un bel palazzo e perciò la seguiamo!

Palazzo Benincasa

SAM_3989

La lunga facciata di Palazzo Benincasa segue la curvatura della strada ed è opera, manco a dirlo, di Giorgio da Sebenico. Il piano terra presenta un portico sorretto da archi ogivali, mentre l’elegante serie di bifore ad archetti trilobati dei piani superiori ricorda molto le finestre del gotico veneziano.SAM_3988

Molto bello anche l’accostamento della pietra bianca del portico con il tono caldo del laterizio della parte superiore.

La Loggia dei Mercanti

SAM_3992

Proprio accanto a Palazzo Benincasa, sorge un altro capolavoro di Giorgio da Sebenico e del suo riconoscibile stile. Parliamo della bellissima Loggia dei Mercanti. Oggi il loggiato è stato chiuso e solo il nome è rimasto, ma dobbiamo immaginarci una loggia aperta da archi ogivali che metteva in comunicazione la via su cui ci troviamo con l’affaccio sul porto. Nel Cinquecento fu chiusa ed anche le bifore che ancora ammiriamo furono chiuse per problemi di statica. Fortunatamente possiamo ancora apprezzare la bellezza delle sculture, del cavaliere dello stemma araldico della città lanciato nella sua corsa, delle colonnine tortili e dello splendido insieme gotico scolpito nella pietra bianca.

SAM_3996

Santa Maria della Piazza

SAM_4029

Proseguendo sulla stessa via ci troviamo subito in una raccolta piazzetta che ospita la chiesa di Santa Maria della Piazza. Ricordo che prima di arrivarci, un uomo del posto si fermò a parlare con noi e ci disse di non perderci questa chiesa che per lui è una vera bomboniera. Ricordo che disse di non essersi sposato in chiesa, ma se lo avesse fatto avrebbe voluto farlo proprio a Santa Maria della Piazza. Ancora pietra bianca ma declinata nel romanico stavolta. Bellissimi e delicati, i rilievi e i tralci del portale. Sulla parte superiore c’era un rosone che, purtroppo, dopo un crollo non è stato ricostruito, e per questo questa parte si discosta dallo stile del resto della chiesa.

Scopri 10 meraviglie del romanico in Italia

Piazza del Papa

SAM_4062
La piazza vista dalla Chiesa di San Domenico

Dalla piazzetta di Santa Maria della Piazza, in 3 minuti raggiungiamo un’altra piazza, più solenne e monumentale ma in qualche modo anche questa raccolta, forse perché lunga ma con gli edifici dai colori pastello che si stringono sui lati ad abbracciarla. Piazza del Plebiscito, chiamata dagli anconetani Piazza del Papa, per la statua di Papa Clemente XII, è la più antica piazza della città. Ospita il Palazzo del Governo e la Chiesa di San Domenico alle spalle di Papa Clemente, che ne chiude la prospettiva. Oltre alla sua forma, è particolare anche il fatto che si sviluppi su tre livelli con rampe e scalinate che dal basso permettono di risalire fino al punto più alto rappresentato dalla chiesa.

Scopri 10 piazze da vedere almeno una volta nella vita ( o anche più di una!)

SAM_4044

Fontana delle Tredici cannelle (o del Càlamo)

SAM_4074

Risaliamo le vie del centro e troviamo questa bella fontana cinquecentesca dai buffi mascheroni (13 per l’appunto) che sputano acqua in una vasca di pietra.  I mascheroni sono degli insolenti satiri.

SAM_4071

Fontana dei Cavalli

SAM_4084

Vicinissima a quella delle 13 cannelle, c’è anche la settecentesca Fontana dei cavalli in Piazza Roma. Spostata per ben 2 volte, si trova in piazza Roma dove si possono ammirare i cavalli marini (sacri a Poseidone) e i delfini (sacri ad Afrodite). In questo modo, Ancona rendeva omaggio al suo retaggio greco e alle divinità legate al mare da cui dipendeva la sua ricchezza.

San Francesco alle Scale

SAM_4097

Riprendiamo a camminare verso il Colle Guasco e, in via Pizzecolli, Giorgio da Sebenico si fa di nuovo vivo! Il portale di San Francesco alle Scale è evidentemente opera sua. Lo si capisce dal ricorso alla bianca pietra d’Istria, ma sopratutto allo stile inconfondibile, simile alla Porta della Carta di Palazzo Ducale a Venezia alla quale il dalmata aveva lavorato in precedenza. Anche qui le sculture sono rinascimentali come il portale architravato, ma rimane un gusto gotico per la decorazione con pinnacoli, trilobi e archi a sesto acuto senza funzione architettonica ma solo ornamentale. Il maestro dalmata realizzò anche una scala monumentale che all’epoca occupava tutta la piazza antistante, ma che fu demolita per poter attingere all’acqua di un canale sottostante. Questo e la sopraelevazione della facciata, lasciata però in mattoni, danno un po’ un senso di incompiutezza, ma il portale da solo ripaga i nostri occhi con la sua articolata bellezza.

SAM_4115
L’architrave del portale con barbuti ritratti scolpiti

Palazzo del Senato

SAM_4140

Risaliamo la bella via Pizzecolli, che si intreccia con tante altre viuzze strette che salgono e scendono, alcune coperte e simili a gallerie ed arriviamo a Palazzo del Senato. Di costruzione duecentesca, il palazzo romanico presenta un’arcata alta e stretta ed eleganti bifore con figure animali nelle lunette, poggianti su dei cornicioni finemente intagliati.

SAM_4138
Il sinuoso tralcio del cordolo
SAM_4143
Due bestiole sporgono dalla superficie come per uscire dalla pietra

Resti dell’Anfiteatro romano

SAM_4146
Mosaico con un delfino sul pavimento di quelli che probabilmente erano gli ambienti della scuola gladiatoria

A due passi da Palazzo del Senato, salendo delle scalette, possiamo ammirare le rovine dell’Anfiteatro, lascito dello splendore della città in epoca romana, tra cui i pavimenti ricoperti di mosaici di alcuni ambienti.

Il Duomo

Continuiamo la salita del centro e scaliamo il suggestivo e panoramico Scalone Nappi, per arrivare finalmente a ciò che ha richiamato la nostra attenzione sin dall’inizio.

SAM_4199

Davanti al duomo rimaniamo senza fiato, un po’ anche forse per la salita, ma, soprattuto per la sua bellezza, le sue linee semplici, pulite, il magnifico portale strombato con esili colonne fatte in marmi di diversi colori e il protiro sorretto dai due leoni in marmo rosso. Ricordo che mentre eravamo davanti al duomo, un anconetano stava spiegando a degli amici che non erano evidentemente di lì, che sin da piccolo ha sempre pensato che la parola duomo indicasse una chiesa posta in alto a dominare il paesaggio e perciò rimase molto sorpreso quando, ancora piccolo, vide il duomo di Milano che, non rispecchiava assolutamente quella che per lui era la definizione di duomo. Aneddoti a parte, questo posto sa donare un senso di pace e libertà come pochi altri con lo sguardo libero di spaziare sull’orizzonte col porto e l’Adriatico per poi posarsi di nuovo sugli spendidi dettagli della chiesa. Non dimenticherò mai quei leoni, bellissimi e poetici, mentre, bagnati dal sole pomeridiano, scrutano l’orizzonte guardando verso il mare; lo fanno da otto secoli e mai si stancano.

SAM_4207 - Copia
Leone stiloforo ripreso dalla facciata laterale e sullo sfondo l’Adriatico

Parco del Cardeto

SAM_4229

Dal duomo, col sole che inizia a scendere, indorando le punte degli alberi, facciamo una passeggiata nel Parco del Cardeto, oasi verde e selvatica che permette di vedere il duomo e la città da un’altra prospettiva, ma anche di affacciarsi sull’altro lato dei colli dove un prato, che in primavera si riempie di fiori spontanei, ospita, sin dal Quattrocento, un campo santo ebraico affacciato direttamente sulla riviera del Conero.

SAM_3558
Il campo degli ebrei con le lapidi e dietro si intravede una scogliera a picco sul mare

Dal parco riscendiamo verso il porto.

Palazzo degli Anziani

SAM_4246

Affacciato sul porto c’è Palazzo degli Anziani che già avevamo visto dalla parte rivolta verso la collina, mentre risalivamo via Pizzecolli. Costruito nel duecento, visto dal porto, ha le sembianze di un grattacielo medievale, mentre dall’affaccio sulla piazza sembra un semplice palazzo a due piani. L’aspetto medievale si conserva proprio sul lato del porto, mentre l’altra facciata, che presentava un portico ed una loggia, fu chiusa da rimaneggiamenti cinquecenteschi dopo che un’incendio aveva danneggiato l’edificio.

Continuando sul porto ci dirigiamo verso il molo.

Arco di Traiano

SAM_4252

Proprio sul molo si trova quest’arco monumentale voluto dall’imperatore Traiano e risalente al II secolo d.c. Il suo stato di conservazione è così buono che non si direbbe che abbia quasi duemila anni. Realizzato col bellissimo marmo proconnesio, in origine era coronato da sei statue in bronzo, trafugate dai Saraceni nell’848. Anche senza statue appare slanciato ed elegante, più di molti altri archi di epoca romana.

In successione, un altro arco, meno antico appare subito dopo.

Arco Clementino

SAM_4276

L’arco Clementino, in onore di Papa Clemente (lo stesso seduto a Piazza del Papa), fu progettato da Vanvitelli come nuovo accesso alla città dal mare e ancora oggi un pezzo di muro ne è addossato. Qui iniziava il nuovo molo progettato da Vanvitelli che proseguiva quello romano. La statua del papa doveva essere, nelle intenzioni, posta su quest’arco ma era troppo grande e per questo fu invece posizionata nella piazza che ora prende il suo nome. Insieme con l’arco di Traiano e il duomo crea una sequenza fantastica che non si può non fotografare!

Le luci del porto alla sera sono il suggestivo finale di questa visita. Le dimensioni ridotte del centro storico fanno si che si possa vedere tutto in un giorno ma di certo non si risparmiano i piedi che cammineranno un bel po’ su e giù alla ricerca dei tanti angoli affascinanti e dei tesori nascosti di questa città.

Un ultimo consiglio

Se vi rimane del tempo, fate un salto al Museo Archeologico Nazionale delle Marche a Palazzo Ferretti. Il museo ospita una collezione invidiabile ed interessantissima di splendidi reperti che vanno dalla civiltà picena a quella romana passando per Galli e Greci. Oltre a magnifici vasi e gioielli c’è anche la copia dei bronzi dorati di Cartoceto: un gruppo statuario equestre in bronzo dorato di epoca romana che rappresenta un esemplare unico nel suo genere. Personalmente, mi è anche rimasta impressa in mente la quantità di “tazze” di epoca greca con disegnati sopra dei gufi, spesso anche in modo molto abbozzato e infantile che mi ha fatto immaginare dei bambini che si esercitavano con i loro primi dipinti su ceramica e mi ha anche fatto capire che la moda dei gufi non è una cosa poi così recente!

10 pensieri riguardo “Cosa vedere ad Ancona”

  1. Mi è capitato solo una volta di passare per Ancona, ho fatto solo qualche foto dalla nave, intuendo appena quel che c’era dietro la cortina del porto. Grazie per questo scrigno di tesori d’arte che ho perso occasione di vedere.

    1. Spero, più che un’occasione persa, di averti dato dei buoni motivi per tornare ad Ancona! In più le Marche sono piene di meraviglie! Grazie a te per la lettura!

      1. A dire il vero le Marche e il vicino Abruzzo sono state diverse volte meta di vacanza, e ogni volta è stato l’interesse per i posti limitrofi a dove stavo a fare in modo che Ancona finisse nel dimenticatoio.

    1. grazie Nicoletta! ho letto il tuo articolo con piacere! storie matte e interessanti quelle delle reliquie! matte nel senso buono del termine!

  2. Grazie per il bellissimo articolo sulla nostra Ancona. Troppo sottovalutata e troppo poco valorizzata, ma interessante e sorprendente per chi ha la voglia di “scoprirla” come voi 😊

Rispondi